Come usare ChatGPT per scrivere contenuti
🔄 Ultimo aggiornamento: novembre 2025
L’intelligenza artificiale è ormai viva e vegeta in mezzo a noi, anche per noi copywriter che all’inizio abbiamo un po’ tremato per l’avvento di questa AI. Eppure abbiamo imparato a conoscerla, a farcela amica, a sfruttare i suoi vantaggi e gestire i suoi limiti. In base alla nostra esperienza diretta, ci soffermiamo su come usare ChatGPT per scrivere contenuti utili a comunicare online la tua attività.
Si tratta di un approfondimento affascinante, ricco di spunti e di avvertimenti pensati per freelance e piccoli Business, volti ad acquistare maggiore consapevolezza di questa piattaforma e del suo funzionamento per creare testi. Ecco i vari punti che stiamo per affrontare:
- cos’è ChatGPT;
- come funziona ChatGPT;
- che differenza c’è tra ChatGPT e Google;
- quanto costa usare ChatGPT;
- che cosa puoi fare con ChatGPT;
- come usare ChatGPT per scrivere un testo: tutto parte da un prompt e dalla tua creatività;
- come scrivere un testo con ChatGPT: consigli ed esempi di prompt;
- cosa scrivere con l’aiuto di ChatGPT e del tuo occhio critico;
- limiti di ChatGPT e rischi;
- risposte inesatte di ChatGPT: quella volta che ci ha detto una sfilza di bugie;
- 5 raccomandazioni se scrivi i tuoi contenuti con ChatGPT.
Cos’è ChatGPT
Iniziamo col dire che GPT sta Generative Pretrained Transformer: trasformatore generativo pre-addestrato. Che vuol dire? Vuol dire che ChatGPT elabora l’enorme quantità di testi sui quali è stata allenata per crearne di nuovi. Si tratta quindi di un’intelligenza artificiale generativa che lavora su base linguistica, anzi sintattica, per la precisione.
È stata lanciata da Open AI nel novembre del 2022 con uno strabiliante successo. E strabiliante lo è davvero. Non solo perché è in grado imitare alla perfezione la conversazione umana, ma anche perché risponde in tempi rapidissimi a richieste anche complesse in maniera coerente e puntuale. Vediamo, per esempio, cosa ha risposto quando le abbiamo chiesto di presentarsi a chi ancora non la conosce.
Ganzo, vero? Sì, ma da qui a considerare come oro colato tutto ciò che ChatGPT dice, ce ne corre e in questo articolo abbiamo modo di parlarne con tanto di aneddoto tratto dal nostro dietro le quinte di copywriter. Per ora cerchiamo di capire meglio il funzionamento di questa AI.
Come funziona ChatGPT
ChatGPT fa parte degli LLM (Large Language Models, modelli linguistici di grandi dimensioni) come Gemini o Claude, per questo è capace di interpretare e generare testo in modo da riprodurre un dialogo con una persona, se non una vera e propria chiacchierata, anche quando si tratta di temi complessi.
In base a questa caratteristica, ChatGPT nasce per dare delle risposte sulla base della gigantesca quantità di testi e dati sulla quale è stata addestrata, ma non è in grado di comprenderne davvero il contenuto. Ecco perché può commettere degli errori o avere delle allucinazioni. Inoltre, è soggetta al cosiddetto knowledge cutoff, un limite di conoscenza sancito dalla data in cui termina il suo addestramento. Una data che cambia di versione in versione. Per esempio, il limite dell’attuale GPT-5 è giugno 2024. Per tutto ciò che è successo dopo, su richiesta può integrare informazioni e aggiornamenti tramite ricerche sul web in tempo reale.
In sostanza, il “cervello” di ChatGPT è un modello matematico di linguaggio che agisce su base statistica: impara schemi, connessioni e relazioni nel linguaggio ma non pensa, non ha opinioni personali né emozioni. Vale ricordarlo. Per funzionare ha letto libri, articoli, pagine di siti web, testi con licenza, contenuti creati da istruttori umani. Da lì ha imparato a scrivere, costruire frasi, rispondere a domande, spiegare un concetto in modo semplice, riprodurre una normale conversazione. Vuol dire che non ricorda i testi, ma ha imparato lo stile e la struttura del linguaggio.
Cosa succede quando le fai una richiesta? ChatGPT fa questo (parole sue):
- legge quello che scrivi;
- capisce il significato e il contesto;
- calcola la risposta più probabile e coerente parola dopo parola;
- costruisce frasi nuove, generate da zero. È un po’ come completare una frase, ma su scala enorme.
Se la chat si protrae in più scambi di messaggi, è in grado di non perdere il filo del discorso e di far progredire il livello, l’accuratezza e lo stile delle risposte in base a quanto scritto in precedenza. Ciò nonostante ChatGPT non memorizza conversazioni di altre persone, né nulla fuori da ciò che le chiedi di ricordare. Un funzionamento è del tutto simile a quello di altri LLM: se vuoi conoscere 5 alternative a ChatGPT, leggi il nostro approfondimento.
Tieni presente che l’iter appena descritto ha delle regole di sicurezza per evitare contenuti pericolosi, proteggere la privacy e scongiurare la disinformazione quando è possibile… Su questo lasciamo dei puntini in sospeso perché, in realtà, ChatGPT è anche fonte di disinformazione dal momento che non può rispondere a tutto, anche se di fatto è proprio quello che fa. Ecco perché in tantissimə la usano non solo come una sorta di moderno oracolo di Delfi ma anche per fare ricerca online. Merita quindi aprire una parentesi sull’uso di ChatGPT come motore di ricerca.
Che differenza c’è tra ChatGPT e Google
I dati forniti da Visual Capitalist parlano chiaro: Google continua a rimanere in testa con ben 13,7 miliardi di ricerche giornaliere, ma ChatGPT ha superato 1 miliardo di ricerche al giorno con una velocità 5,5 volte superiore a quella di Google. Significa che anche se Google resta il motore di ricerca più utilizzato, di fatto sempre più persone usano ChatGPT con lo stesso ruolo di Google. Tra i due, però, ci sono notevoli differenze. Sintetizziamo le principali.
- ChatGPT è un modello predittivo che ha imparato le relazioni tra le parole da un’enorme quantità di testo letto durante l’addestramento ≠ Google è come una biblioteca gigantesca e in continuo aggiornamento. Non scrive i libri, ma ti dice in quale scaffale trovarli.
- ChatGPT risponde generando la sequenza di parole più probabile, non la più veritiera, basandosi su quello che ha imparato. Non cerca informazioni in tempo reale a meno che non non abbia un’integrazione di ricerca attiva e non sia necessario. ≠ Google ti mostra link a fonti terze (giornali, blog, siti ufficiali, forum). La sua affidabilità dipende dall’affidabilità di quelle stesse fonti.
- ChatGPT nasce per generare un testo coerente anche in assenza di informazioni specifiche. Può quindi inventare un dato o un fatto con grande sicurezza dando vita alle cosiddette allucinazioni ≠ Google non inventa niente e offre sempre la possibilità di verificare la fonte e confrontare diverse opinioni o dati.
- ChatGPT non legge il codice HTML dei siti perché il suo ruolo è offrire una sintesi del linguaggio. Vede il testo che è stato estratto e processato dai dati di addestramento (nel caso del modello base) o naviga per estrarre il testo da una pagina web (nel caso di modelli con navigazione). ≠ Google legge il codice HTML per comprendere, valutare, indicizzare, posizionare la pagina nel suo complesso (struttura, performance, contenuto) in tempo reale. Questo perché il suo compito è proprio quello di scansionare il web. Il punto successivo non è che una conseguenza…
- ChatGPT non ha accesso ai dati SEO proprietari di Google. Può essere uno strumento potente per elaborare i dati reali raccolti tramite altre piattaforme e creare contenuti ottimizzati. ≠ Google è la fonte primaria quando si parla di dati quantitativi e statistici relativi a traffico, volumi di ricerca e posizionamento.
- ChatGPT prevede piani a pagamento ≠ Google è gratuito. Approfondiamo la questione.
Quanto costa usare ChatGPT
A oggi, tariffe di Chat GPT comprendono piani individuali, Business ed Enterprise. In particolare:
- Free è la versione gratuita che permette di utilizzare l’intelligenza artificiale al servizio delle attività quotidiane con un accesso base alle funzioni di ragionamento, messaggi, caricamento, generazione di immagini, deep research, memoria e contesto con alcune limitazioni.
- Plus da 23 €/mese comprende tutte le funzioni del piano Free più un maggiore accesso all’intelligenza avanzata con GPT-5.1 con messaggistica e caricamenti ampliati; creazione di immagini ottimizzata e più veloce; deep research, memoria e contesto estesi; progetti, attività e GPT personalizzati; accesso limitato alla generazione di video con Sora 1; agente Codex (l’assistente di ChatGPT specializzato in programmazione e analisi dati).
- Pro da 229 €/mese è pensato per un uso intensivo e professionale. Offre tutte le funzioni del piano Pro, ragionamento avanzato con GPT-5.1, messaggi, upload e immagini illimitati e più rapidi, deep research e agenti al massimo delle capacità, memoria estesa, progetti e GPT personalizzati potenziati, accesso avanzato a Sora 1 per i video, agente Codex ampliato e anteprime delle nuove funzionalità.
- Business da 29 €/mese per utente offre un’area di lavoro sicura e collaborativa con tutte le funzioni del piano Plus, messaggi illimitati con GPT-5, accesso a GPT-5 Pro e GPT-5 Thinking. Permette di integrare la conoscenza aziendale, connettendosi a strumenti come Slack, Google Drive e GitHub. Garantisce supporto GDPR/CCPA, funzionalità personalizzate per le aziende e include Codex e l’agente ChatGPT per analizzare documenti, tool e codebase.
- Enterprise è il piano per imprese consolidate con costi che variano a seconda del numero di utenti e delle funzionalità richieste. Comprende tutto ciò che è incluso nel piano Business con finestra di contesto ampliata per supportare input più lunghi e file di dimensioni maggiori, il massimo delle ottimizzazioni in termini di sicurezza e privacy; fatturazione e pagamenti con sconti per volumi elevati.
Ma adesso riprendiamo il nostro discorso per capire le innumerevoli applicazioni che offre ChatGPT per poi concentrarci sulla scrittura dei testi.
Che cosa si può fare con ChatGPT
Come sicuramente hai avuto modo di intuire fin qui, le possibilità di utilizzare questa intelligenza artificiale sono davvero innumerevoli. Tra i suoi campi d’applicazione troviamo:
- scrivere e correggere diverse tipologie di testi: dalle email alle poesie, dagli articoli del blog ai post dei social, dagli script per i video ai contenuti di marketing;
- riassumere documenti lunghi e complessi in un formato più breve e di facile comprensione;
- tradurre un testo da una lingua a un’altra in maniera da mantenere la fluidità della conversazione umana;
- scrivere codice informatico;
- generare idee utili in fase creativa o di pianificazione dei contenuti;
- gestire alcune fasi del servizio clienti come la risposta alle domande più comuni o la richiesta di informazioni specifiche e dettagliate;
- elaborare grandi quantità di dati e risolvere calcoli complessi in tempi brevi;
- generare immagini e video.
Non resta che capire come usare ChatGPT per scrivere dei contenuti. Entriamo nel succo del discorso!
Come usare ChatGPT per scrivere un testo: tutto parte da un prompt e dalla tua creatività
Iniziare a creare testi con ChatGPT è facile: basta registrarti creando un account o accedere usando un tuo account di Google, Microsoft, Apple. Una volta all’interno, ti trovi di fronte a un’interfaccia intuitiva che ti guida nel dialogo con l’AI. In pratica, si tratta di una schermata in cui ChatGPT domanda come può aiutarti e ti mette a disposizione un campo di testo dove digitare la tua richiesta in forma scritta. È questo lo spazio dei prompt: comandi o istruzioni utili a guidare ChatGPT nella direzione delle risposte che vuoi ottenere.
Vuoi che ti fornisca un titolo accattivante per un blog post? Vuoi che ti dia dei suggerimenti per la newsletter? Vuoi che ti aiuti a uscire da un blocco creativo? Scrivilo, clicca sulla freccia che invia il messaggio e lei ti risponderà a dovere. Attenzione però:
- quando scrivi un prompt devi specificare bene la tua richiesta perché il valore della risposta che ottieni dipende molto da questo input iniziale. Evita di usare termini vaghi come “scrivi qualcosa di interessante su…”, piuttosto chiedi “scrivi un articolo sui benefici della meditazione per la salute mentale”;
- approfondisci la risposta al tuo primo prompt in virtù della natura conversazionale di questa AI: detto altrimenti, instaura un vero e proprio dialogo con ChatGPT per ottenere contenuti meno scontati, più accurati e specifici;
- se mastichi l’inglese, fai dei test per trovare la risposta più calzante alla tua richiesta: ChatGPT funziona bene in italiano ma fornisce risultati diversi in lingua anglosassone. Merita fare delle prove!
Detto questo, vediamo cosa chiedere a ChatGPT, ovvero come scrivere a puntino i tuoi prompt con l’obiettivo di ottenere risposte utili alla comunicazione online del tuo Biz.
Come scrivere un testo con ChatGPT: consigli ed esempi di prompt
- Formula una richiesta chiara e diretta tenendo presente il contesto e il pubblico a cui ti rivolgi, per ottenere risposte più pertinenti su un tema o un compito specifico, stando alla larga da parole generiche o ambigue. Per esempio: “descrivi cos’è e come funziona la fotosintesi clorofilliana” o “forniscimi 5 alternative di titolo per un blog post a tema rimedi per la caduta dei capelli” o “elenca i principali fattori di posizionamento organico di un sito web”.
- Circoscrivi la richiesta entrando nei dettagli. Per esempio “crea una descrizione efficace per un telecomando universale mettendo in evidenza la facilità d’uso, il design ergonomico, l’alto livello di compatibilità con i principali marchi di TV anche smart”.
- Richiedi una formattazione e/o una lunghezza specifica. Nel caso del prompt che ti abbiamo appena indicato, puoi aggiungere che la descrizione deve stare in un paragrafo lungo circa 200 parole. In alternativa, puoi chiedere di iniziare con una frase accattivamente seguita da un elenco puntato che metta in evidenza i vantaggi del telecomando.
- Inserisci nel prompt dei riferimenti alle caratteristiche del tuo target: età (“scrivi come se parlassi a un adolescente di 15 anni”), passioni (“rivolgiti a chi ama la lettura di gialli”), livello di preparazione (“per apprendisti o esperti di…”), tipologia di linguaggio usato (formale, amichevole, ironico) e così via.
- Fornisci degli esempi di ciò che vuoi a ChatGPT. Se desideri delle idee per il titolo di un blog su un argomento specifico, perché non fornirgli qualche tipologia di titolo che reputi efficace? Se vuoi escludere una serie di parole o espressioni nel testo, perché non indicarle con degli esempi?
- Suddividi i compiti complessi in più prompt collegati tra loro (chained prompting). Per esempio puoi chiedere a ChatGPT di aiutarti in fase di brainstorming per poi soffermarsi su alcune delle risposte che ti ha suggerito fino a chiedere di elaborarne una in modo più dettagliato e approfondito. Oppure, nella scrittura di un blog post, puoi chiedere di iniziare dall’idea di titolo, per poi passare alla scaletta, all’introduzione e allo sviluppo in paragrafi di ciascuno dei punti indicati.
- Attribuisci un ruolo a ChatGPT. Questo forse è il consiglio che ci piace e ci diverte di più perché, in qualche modo, rende l’intelligenza artificiale un po’ meno artificiale. Consiste nell’assegnarle l’incarico che ritieni più utile a fornirti la risposta che cerchi. Per esempio “agisci come un personal trainer e indicami un piano di allenamento per principianti, donne, over 40″. Oppure “immagina di essere un poeta e crea una breve poesia sulla primavera”. O ancora “agisci come un social media manager e proponimi dei temi per il calendario editoriale Instagram di giugno”.
Cosa scrivere con l’aiuto di ChatGPT e del tuo occhio critico
Teoricamente, puoi scrivere di tutto, perfino le stringhe del codice di un sito web come abbiamo accennato poco sopra. Ma se gestisci da solə la comunicazione online del tuo Biz, puoi fare appello a Chat GPT come supporto nella scrittura di diverse tipologie di contenuto. Di seguito trovi un elenco “ragionato” dei testi che immaginiamo ti servano di più, in modo che tu possa ottenere il massimo dall’AI grazie a un sano occhio critico.
Titoli efficaci
Puoi chiedere a ChatGPT di proporti dei titoli efficaci per le tue pagine web e per gli articoli del tuo blog. In questo caso, ricorda all’AI di indicarti sempre diverse alternative in base alle parole chiave che gli fornisci, all’obiettivo del tuo testo, al tuo pubblico di riferimento e al tuo tono di voce. Dopodiché mettici sempre del tuo.
Didascalie di Instagram
Se le caption sono sempre state un po’ ostiche, ChatGPT può aiutarti in base a come imposti il tuo prompt. Hai diverse possibilità: puoi specificare bene l’argomento del tuo post e aggiungere i dettagli che ti abbiamo consigliato al punto precedente per quanto riguarda obiettivo, pubblico, linguaggio e così via. Oppure puoi caricare le foto o il video che desideri postare, in modo che l’AI capisca meglio di cosa stai parlando.
Attenzione che, nonostante la velocità e la scioltezza con cui ChatGPT scrive, tende a essere assai ripetitiva, usare formule standardizzate e abusare di emoticon. Anche per questo, ti consigliamo di approfondire la questione didascalie di Instagram con il nostro post dedicato.
Blog post
Con gli articoli del blog, ci avventuriamo in un territorio delicato ma ci arriviamo con calma. In questo caso, ti suggeriamo di chiedere a ChatGPT di redigere il tuo blog post in base alla tua scaletta e delle tue parole chiave senza dimenticarti come sempre di fornirgli i dettagli sul target, il tono di voce ecc. Puoi anche specificare la lunghezza complessiva dell’articolo o dare delle indicazioni precise sulla formattazione del testo (grassetti, elenchi puntati o numerati). Dopodiché occhio, perché come per le didascalie di Instagram entra in gioco una certa ripetitività insieme all’uso di un linguaggio assai piatto.
E così arriviamo alle dolenti note… Vista la facilità con cui l’AI riesce a scrivere articoli, negli ultimi anni sul web sono proliferati blog post di scarsa qualità o copia-incollati dalle risposte fornite da ChatGPT. Come ha risposto Google? Penalizzando quel genere di contenuto per premiare gli articoli elaborati in base ai criteri EEAT (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness). Ecco perché ti raccomandiamo di dimostrare sempre la tua Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità, vale a dire: abbi cura degli articoli del tuo blog, scrivili con attenzione, scendi nei dettagli, cita le tue fonti e fai emergere il tuo specialissimo punto di vista. Se vuoi capire in cosa consiste un blog post scritto bene, sul nostro blog abbiamo creato una vera e propria carta d’identità di questo genere di contenuto.
Newsletter
Anche in questo caso valgono i suggerimenti che ti abbiamo appena proposto. Inoltre, dato che la newsletter rappresenta uno dei canali di comunicazione più adatti a connetterti con un pubblico più caldo rispetto a quello dei social o del tuo blog, è ancora più importante il fattore personalità e personalizzazione.
Se hai dato un buon motivo alle persone per iscriversi, fai in modo di mantenere questa promessa newsletter dopo newsletter, parola per parola. Quindi, più che aiutarti a scrivere il testo, puoi chiedere a ChatGPT idee per il tuo calendario editoriale o per eventuali freebie da offrire ai tuoi subscribers.
Schede prodotto per il tuo e-commerce
Se vuoi che ChatGPT ti aiuti nella scrittura delle descrizioni dei tuoi prodotti, forniscile più dettagli possibile ma tieni presente che nessuno può conoscere ciò che offri meglio di te. Anche in questo caso, quindi, vale la regola dell’accuratezza del testo e della sua utilità.
Per esempio, se hai uno shop online di abbigliamento, non limitarti a esporre le caratteristiche del singolo capo. Invece, dai suggerimenti su come indossarlo e abbinarlo, sul tipo di fisico a cui sta più bene, sulla guida alle taglie e al lavaggio e così via. Il tutto in base al tuo settore e alle necessità del tuo pubblico. Ti spieghiamo di più nell’articolo come scrivere delle schede prodotto coi fiocchi.
Arriviamo quindi alla fatidica domanda posta all’inizio: va preso tutto per oro colato? Dovresti già intuire la nostra risposta: no! A fronte della facilità e della velocità con cui ChatGPT sforna contenuti, ci sono tutta una serie di problematiche che rendono insostituibile il ruolo dell’essere umano. Le abbiamo già intraviste ma torniamo a soffermarci su questo aspetto tra poco.
Intanto, ecco in quali compiti ChatGPT può rivelarsi davvero utile:
- fare brainstorming di idee in momenti di stallo creativo o in mancanza di tempo;
- scrivere delle risposte alle domande frequenti (FAQ) che ricevi via mail o via social;
- analizzare il tuo target di riferimento creando i profili dettagliati delle tue potenziali Buyer Personas, utilissime per ogni tua iniziativa di comunicazione;
- riordinare degli appunti per poi espanderli al momento opportuno;
- sintetizzare testi lunghi e complessi in estratti più corti e con diverse finalità. Per esempio, ricavare da un articolo del blog dei post per i social o uno script per un video.
- creare delle presentazioni basate su una serie di dati inerenti la tua attività.
Limiti di ChatGPT e rischi
- ChatGPT 5 è “pre-addestrata” con dati che arrivano fino a giugno 2024: non ha accesso a informazioni in tempo reale o a eventi successivi a quella data, se non navigando sul web come abbiamo visto in precedenza. Quindi, se hai domande su eventi recenti o sviluppi successivi, può non essere in grado di fornirti delle informazioni aggiornate e veritiere.
- È impossibile verificare le fonti: sappiamo che ChatGPT si basa su enormi database composti da libri, saggi, articoli, notizie, pagine web disponibili pubblicamente, ma non è possibile accedere alle fonti dirette o alle informazioni relative a dove e quando sono stati raccolti i dati. Ecco perché può veicolare l’uso di informazioni approssimative o del tutto errate.
- Attualmente, GPT-5.1 nel piano gratuito ha un limite di circa 16.000 token per conversazione (dove token sta per circa 4 caratteri) corrispondenti a circa 12.000 parole. Riesce quindi a gestire conversazioni e documenti abbastanza lunghi senza perdere il filo, ma il limite resta su grandi volumi di testo. Ecco perché è importante verificare la coerenza quando interagisci con ChatGPT.
- Usa un linguaggio spesso ripetitivo, prolisso e ridondante pur producendo testi corretti e coerenti dal punto di vista formale. Caratteristiche che possono rendere i contenuti scritti da Chat GPT poco piacevoli alla lettura e poco efficaci per l’utente. Il che ci porta al limite successivo.
- Il suo tono di voce può risultare freddo, standardizzato e prevedibile per mancanza di personalità. Un ostacolo non da poco nell’elaborazione di contenuti capaci di far emergere l’unicità della tua attività. È il motivo per cui abbiamo volutamente escluso i testi del tuo sito dall’elenco dei contenuti che puoi creare con l’aiuto di ChatGPT: non perché non sia in grado di farlo, ma perché merita domandarti che senso avrebbe delegare un simile compito a una AI che non può conoscere concretamente il significato, il valore, la particolarità di ciò che fai e proponi.
- È fonte di disinformazione e su questo punto ti invitiamo a leggere il report aggiornato di NewsGuard per confrontare la percentuale di fake news veicolate dai chatbot come GPT o Perplexity nel 2024 e nel 2025. Un modo per poterti fare un’idea della portata di questo fenomeno.
Se questo non bastasse, ecco una storia vera tratta dalla nostra quotidianità lavorativa.
Risposte inesatte ChatGPT: quella volta ci ha detto una sfilza di bugie
Forse non sai che tra i nostri progetti, abbiamo curato anche il blog di un’agenzia di onoranze funebri chiamata Bullentini. Nel mese in cui avevamo a calendario un articolo dedicato ai libri utili a superare un lutto, abbiamo provato a chiedere suggerimenti sull’argomento a ChatGPT. Quello che abbiamo ottenuto era una bella lista di titoli con tanto di nomi degli autori e di trame. Ottimo! Peccato che i risultati forniti non fossero affatto affidabili: tra libri inventati, trame improbabili, autori e opere mescolati ci siamo fatte delle grasse risate. In pratica, era andata di fantasia sulla base dei dati in suo possesso e delle sue capacità linguistiche avanzate. Cosa sarebbe successo se non avessimo verificato questa risposta?
E questo è solo uno dei tanti aneddoti che abbiamo scelto di raccontarti. Il che ci porta drittə drittə a una raccomandazione: non prendere come manna dal cielo quello che ti propone ChatGPT. Considera l’AI come un’assistente utile in certi casi, ma non in altri e soprattutto…
5 raccomandazioni se scrivi i tuoi contenuti con ChatGPT
- Non fare copia-incolla per evitare di trovarti nella situazione di pubblicare un contenuto simile, se non uguale, a tanti altri. C’è anche un rischio concreto di plagio e violazione del copyright. Ecco perché è importante rivedere il testo per aggiungere il tuo tocco personale e assicurarti che rispecchi il tuo stile. A tal proposito…
- Revisiona, revisiona e revisiona il testo per togliere espressioni ridondanti e trite-ritrite, per renderlo umano, per adattarlo ai tuoi obiettivi, al tuo tono di voce, al tuo pubblico.
- Verifica sempre le informazioni di ChatGPT e i dati che ti restituisce l’intelligenza artificiale per evitare di incorrere in errori che possano veicolare informazioni false (pensa al caso del nostro blog post dei libri sul lutto) a discapito della tua reputazione online.
- Confronta la risposta di Chat GPT con quella di altre AI come Gemini (l’AI creata da Google e lanciata inizialmente con il nome di Bard), Claude, Copilot (l’AI di Microsoft nota in precedenza come Bing Chat) o Jasper.ai per trovare quella più adatta alle tue necessità.
- Resisti alla tentazione della quantità di contro alla qualità per migliorare la SEO organica del tuo sito: il posizionamento è una cosa seria e si basa, oltre che sull’utilizzo opportuno delle parole chiave, sulla creazione di contenuti di alta qualità, pensati per rispondere ai bisogni reali delle persone. Pubblicare una sfilza di contenuti di bassa qualità non ti aiuterà!
A questo punto forse ti starai chiedendo se anche noi utilizziamo ChatGPT e l’AI nel lavoro di copywriting. La risposta è sì, tutti i giorni. Non possiamo fare altrimenti per la premessa da cui siamo partite: ovvero, per trasformare una potenziale nemica in un’alleata occorre conoscere bene lo strumento con cui abbiamo a che fare. Altrimenti son dolori!
ChatGPT ci fornisce una base, spesso banale e grezza, di un lavoro che richiede attenzione, empatia, dati di realtà, tempo, personalità e creatività. Un percorso che non toglie nulla al nostro ruolo di copywriter e content writer nonostante l’incertezza sui possibili sviluppi futuri.
Ti invitiamo a testare in prima persona i vantaggi e i limiti dell’intelligenza artificiale, fermo restando il tuo ruolo di supervisione e una bella dose di senso critico. Lo sviluppo dell’AI, infatti, pone dei grossi interrogativi di controllo, privacy, etica dato il vasto campo di applicazione e la velocità con cui evolve.
Per tornare alla comunicazione del tuo specialissimo Biz, ricorda sempre ciò che lo rende umano: la tua personalità, la tua storia, i tuoi valori e quell’imperfezione così poco artificiale ma così tanto umana e calda da poter toccare le emozioni, i bisogni, le aspirazioni delle persone a cui vuoi rivolgerti.
Se possiamo esserti utili in tutto questo, prenota una prima consulenza gratuita di 30 minuti: sarà un piacere conoscerti e capire come poterti essere di supporto. Intanto grazie per aver letto fin qui e alla prossima,
Martha e Paola