Guida all’uso degli hashtag su Instagram nel 2026
🔄 Ultimo aggiornamento maggio 2026
Una volta erano un chiodo fisso: li cercavamo, li salvavamo, li seguivamo, li condividevamo. Oggi sembrano quasi usciti di scena. Parliamo di Instagram dei famigerati tag muniti di cancelletto. Servono ancora? Cosa è cambiato? IG di sicuro! Allora cerchiamo di capire se quello che abbiamo fatto finora vale ancora e, soprattutto, come usare gli hashtag su Instagram nel 2026. Se ti occupi di comunicazione digitale o gestisci da solə la comunicazione online della tua attività, entra nell’argomento insieme a noi. Ecco una guida aggiornata in base alle ultime novità della piattaforma.
Scorri il sommario:
- Recap di cosa sono gli hashtag
- Come li abbiamo usati in passato
- Cosa è cambiato nel frattempo su Instagram
- Ha ancora senso mettere gli hashtag su Instagram? Dagli hashtag alle parole chiave
- A cosa servono gli hashtag su Instagram oggi
- Quanti hashtag usare nel 2026
- Quali hashtag è meglio evitare
- Dove mettere gli hashtag su Instagram
- Come aggiungere hashtag su Instagram dopo la pubblicazione
- 5 consigli di buon senso sull’uso degli hashtag nel 2026
- Un’eccezione che conferma la regola
- Cosa dice Instagram “in persona” sull’argomento
Cosa sono gli hashtag di Instagram
Gli hashtag sono l’unione di una o più parole, numeri, emoji preceduta dal simbolo cancelletto #. Rappresentano una sorta di etichette (tag per l’appunto) che catalogano e raccolgono i contenuti pubblicati su Instagram. Sono cliccabili, ricercabili e li potevi pure seguire come facevi con amici, marchi, negozi, influencer, e così via. Potevi… Nel frattempo IG ha eliminato questa funzione per ridurre lo spam e migliorare la qualità dei feed.
Sono venuti alla ribalta su Instagram dopo essere nati su Twitter (adesso X) per individuare i trend di discussione. Ma a cosa servono su IG? Bella domanda! Fino a qualche anno fa avremmo potuto dirti che potevano migliorare la copertura dei post, aiutarti a trovare nuovi follower, creare e consolidare una community, inserirti in una nicchia di mercato, partecipare a un dibattito o online. Oggi è tutto cambiato.
Come li abbiamo usati in passato
C’è chi ne ha abusato, chi li ha scelti con cura estrema al punto da creare le sue liste e chi li ha messi a sentimento. In generale, per molto tempo abbiamo pensato agli hashtag come a uno dei mezzi per emergere su Instagram. Per scegliere gli hashtag più adatti analizzavamo:
- il settore per individuare hashtag di nicchia di contro a quelli troppo generici;
- il target per intercettare interessi, bisogni, emozioni, desideri espressi dalle persone attraverso l’uso degli hashtag;
- il contenuto del post per evitare di andare “fuori tema” o cavalcare filoni estranei;
- i numeri totalizzati da un dato hashtag per scongiurare di disperdere il tuo post tra migliaia di altri;
- i valori veicolati da un dato hashtag per essere sicurə che rrispecchiassero i nostri;
- gli insights dei post per verificare le impression derivanti dagli hashtag (una volta si poteva fare anche questo).
Sono considerazioni che restano valide tuttora ma nel frattempo “qualcosa è cambiato”, come recitava il titolo di un famoso film con Jack Nicholson ed Helen Hunt. Vediamo di cosa si tratta.
Cosa è cambiato nel frattempo su Instagram
Che IG non sia più come nel 2017, non è una scoperta. Basta pensare alla rivoluzione portata dai reel e dei video virali. Ma accanto ai cambiamenti sotto gli occhi di tuttə, ce ne sono altri nascosti e non meno importanti. Ci riferiamo al famigerato e temuto algoritmo di Instagram che, di aggiornamento in aggiornamento, è diventato sempre più complesso e raffinato.
Di fatto, oggi Instagram riesce a scansionare e leggere i contenuti che pubblichi come un vero e proprio motore di ricerca. Oltre agli hashtag che usi, è capace di ordinare e indicizzare i tuoi post in base alle parole che scrivi nelle didascalie, nella tua bio, nello username e nei luoghi. Detto altrimenti: gli hashtag non sono più l’unico mezzo in grado far emergere i tuoi contenuti all’interno di una specifica ricerca.
Prova a cercare una parola qualsiasi nel cosiddetto “feed Explore”, quello a cui accedi cliccando sul simbolo della lente d’ingrandimento. Vedrai che ti ritroverai davanti a una schermata composta da post scelti per te (in base al tuo comportamento sulla piattaforma), accanto ad Account, Audio, Tag (eccoli!), Luoghi, Reels.
Un cambiamento non da poco, che esorta chiunque usi Instagram per lavoro a ragionare sui contenuti testuali di IG anche in funzione delle parole chiave, proprio come si fa per la SEO di un sito o di un blog. Ma non è tutto.
Ha ancora senso mettere gli hashtag su Instagram? Dagli hashtag alle parole chiave
Alla luce di quanto abbiamo detto finora. potresti essere tentatə di pensare che oggi gli hashtag siano inutili e da buttare via. Non è così. Gli hashtag hanno ancora un loro perché a patto di tener presente che il loro ruolo è cambiato perdendo di specificità rispetto a un tempo.
A ulteriore riprova di questo, citiamo anche la trasformazione delle pagine degli hashtag: prima raccoglievano tutti i post pubblicati con un dato #hashtag in ordine cronologico, mentre adesso ti propongono solo i “post più popolari” o “post recenti più popolari”.
Riassumendo, diciamo che gli hashtag non sono più l’unico mezzo per emergere, inserirti in una specifica nicchia di settore o per intercettare una particolare community. Valgono a patto di utilizzarli insieme alle parole chiave utili per la tua attività perché, da soli, influiscono poco sulla diffusione e sul successo di un contenuto.
A cosa servono gli hashtag su Instagram oggi
Stando a quanto leggiamo sul blog di Veronica Gentili, attualmente gli hashtag servono per facilitare la ricerca ma non aumentano la copertura. Inoltre, aiutano Instagram a comprendere il contenuto di un post in maniera simile a come succede per Google con le parole chiave di pagine e articoli. E se lo dice un’esperta di social media marketing come lei, vuol dire che è vero.
Ma veniamo alla domanda da un milione di dollari…
Quanti hashtag usare nel 2026
Come forse già sai, finora Instagram permetteva di inserire fino a 30 hashtag nelle didascalie. Non è mai stato necessario usarli tutti e 30 ma i pareri sono sempre stati discordi tra gli addetti al settore. Prima c’era la ricerca quasi ossessiva del numero perfetto e valido per tuttə, adesso c’è un numero ben preciso indicato dalla piattaforma stessa.
Sul profilo Creators di Instagram, risalgono a dicembre 2025 le nuove linee guida sugli hashtag: leggiamole e traduciamole insieme. “Instagram will gradually update the number of hashtags that you can include in a caption for a reel or a post to 5. We find that using (up to 5), more targeted hashtags rather than many generic ones can improve both your content’s performance and people’s experience on Instagram. consentirà di utilizzare fino a 5 hashtag in un reel o in un post”. “Instagram aggiornerà gradualmente il numero di hashtag che è possibile includere nella didascalia di un reel o di un post, portandolo a 5. Abbiamo riscontrato che l’utilizzo di hashtag più mirati (fino a 5) anziché di molti hashtag generici, può migliorare sia le prestazioni dei contenuti che l’esperienza degli utenti su Instagram”. Molto chiaro.
Meglio pochi hashtag ma “buoni”. Dove per “buoni” intendiamo #hashtag rilevanti per il contenuto che stai pubblicando. Riprendiamo l’esempio citato nelle nuove linee guida: “se un/una creator del settore beauty, usa hashtag relativi alla bellezza per aiutare le persone interessate a trovarti”. Del resto, i Creators di Instagram lo avevano già detto in un carosello del 2021: “mantieni il numero degli hashtag tra 3 e 5”.
Quanto al formato video, circola voce che i reel senza hashtag abbiano più possibilità di diventare virali. Vero? Falso? Stando ai ragionamenti che abbiamo fatto fin qui, un video senza hashtag potrebbe teoricamente connettersi a più persone, anche al di fuori del tuo pubblico. Che dire? Non resta che fare uno o più test, e vedere che succede.
Quali hashtag è meglio evitare
Con hashtag molto popolari, irrilevanti e generici, rischi di disperdere un contenuto di valore all’interno di un contesto troppo vasto e competitivo. Invece, scegliendo hashtag meno popolari ma utili per il tuo tipo di attività, amati e usati dal tuo target, puoi ottimizzare la tua comunicazione su Instagram. In generale, ci sono 2 tipi di hashtag da cui stare alla larga:
- hashtag bannati come #onlyfans o vietati da Instagram perché non rispettano le linee guida della community;
- hashtag spammati come #like4like o #follow4follow segnalati da Instagram come attira bot e spam.
Nel caso di un hashtag bannato, alcuni dei post ad esso legati vengono nascosti con tanto di messaggio esplicito della piattaforma. Meglio evitare anche per non incorrere in un peggioramento della copertura se non addirittura nell’esclusione dal famigerato algoritmo di Instagram.
Passiamo a una serie di consigli operativi.
Dove mettere gli hashtag su Instagram
- Nella bio di Instagram ti giochi tutto in 150 caratteri spazi inclusi. Ecco perché qui la selezione degli hashtag da usare deve essere ancor più accurata che nelle didascalie. Puoi giocare su hashtag di nicchia, su quello del tuo brand per rafforzare la tua community, su un hashtag creato ad hoc per una promozione o un evento. Le possibilità sono davvero tante. Esercitati nella sintesi, fai delle prove e cambia gli hashtag in bio in base alle tue necessità. In ogni caso, ti servirà per personalizzare e indicizzare meglio il tuo account di Instagram.
- Nelle didascalie di post, reels, caroselli puoi scrivere gli hashtag direttamente nel testo, nella parte finale della caption o nel primo commento. Questione di gusti ma anche di leggibilità. Usare degli hashtag nel testo ti serve a evidenziare alcune parole o concetti chiave. Riservare loro la parte finale della caption è utile per separare il testo vero e proprio dagli hashtag; il primo commento per nascondere gli hashtag dalla didascalia lasciando quest’ultima “più pulita”. A te la scelta ma ricorda che quest’ultima opzione, forse, è quella che ha meno senso se oggi come oggi gli hashtag aiutano la piattaforma a capire di cosa stai parlando.
- Nelle storie puoi inserire gli hashtag con l’apposito adesivo oppure digitarli nei testi. Ma tieni presente che Instagram non categorizza più le Stories in base agli hashtag rendendo, di fatto, irrilevanti gli hashtag ai fini della visibilità delle tue Storie.
Come aggiungere hashtag su Instagram dopo la pubblicazione
Hai pubblicato il tuo post, ti sei congratulatə con te stessə per la didascalia e poi ti sei ricordatə degli hashtag. Succede! La buona notizia è che Instagram ti permette di modificare un post già pubblicato in qualsiasi momento, hashtag inclusi. Basta aprire il post, toccare i tre puntini in alto a destra, selezionare Modifica e aggiungere gli hashtag che desideri, direttamente nella didascalia o nel primo commento.
È vero che l’algoritmo di Instagram tende a valorizzare i contenuti nelle prime fasi di vita del post, ma non è un dramma: modifica, pubblica e vai avanti.
5 consigli di buon senso sull’uso degli hashtag nel 2026
- Stai alla larga da #hashtag bannati o spammati: non rispettano le linee guida della community e possono risultare segnalati da Instagram come attira-bot. Fatto che rischia di nascondere i post legati agli hashtag in questione. Vuoi qualche esempio di cosa schivare? #onlyfans, #like4like, #follow4follow tanto per citarne 3 ma potremmo allungare la lista all’infinito. Quindi occhio!
- Evita hashtag troppo popolari o molto generici: metti in gioco la diffusione di un contenuto di valore disperdendolo all’interno di un contesto troppo vasto e competitivo.
- Scegli hashtag meno popolari e di nicchia: possono risultare utili per il tuo tipo di attività e aiutarti a ottimizzare la tua comunicazione su Instagram.
- Individua gli hashtag che usa anche il tuo pubblico: una possibilità in più per conoscere le persone alle quali desideri parlare, nonché per instaurare e coltivare una connessione a livello digitale.
Ed ecco il consiglio supremo per noi che ci occupiamo di copywriting e comunicazione online. Un consiglio che, guarda guarda, esce dal campo ristretto degli hashtag per andare incontro ai recenti cambiamenti dell’algoritmo di IG: scegli con cura le parole che usi su Instagram allo stesso modo di come puoi farlo sul tuo sito o sul tuo blog.
Un’eccezione che conferma la regola
Come non ti salverà una bella foto o un video figo, su Instagram non ti salverà un buon hashtag ma una buona strategia sì! Cosa intendiamo? Che a dispetto di tutto quello che abbiamo detto fin qui, esistono degli hashtag che riscuotono ancora successo su Instagram e aggregano le persone attorno a una community affezionata.
È il caso di#guidamigennaio creato da Enrica Crivello e Ivan Rachieli di @Conguidoit per l’iniziativa annuale che accompagna i piccoli Biz a confrontarsi su un tema al giorno, mai banale, sempre stimolante a livello di creatività e riflessioni.
Qui non è l’hashtag di riferimento a decretare la buona riuscita dell’iniziativa. Al contrario, il successo di questo hashtag è la conseguenza di tutto il lavoro strategico che c’è dietro. Un lavoro fatto di tempo, di costanza, di attenzione ai bisogni delle persone, di fiducia, di presenza. Da non dimenticare!
Cosa dice Instagram “in persona” sull’argomento
Se vuoi approfondire l’argomento hashtag su Instagram e dintorni, ti segnaliamo 3 link interessanti. Eccoli qua:
- come usare gli hashtag su Instagram (in italiano): la sezione del centro assistenza Instagram dedicata al tema che abbiamo trattato qui oggi;
- il profilo dei Creators di Instagram sempre aggiornato sulle ultime novità e linee guida della piattaforma;
- il profilo di Adam Mosseri, CEO nonché guru di Instagram.
Eccoci alla fine del nostro aggiornamento sull’uso degli hashtag. Se è tutto chiaro, meglio così. Se invece hai bisogno di un supporto pratico ricorda che c’è Happy Instagram, la consulenza che abbiamo creato per aiutarti a instaurare una gestione più felice e sostenibile di IG con tanti suggerimenti personalizzati da mettere in pratica al tuo ritmo. Ti spieghiamo brevemente come funziona.
Partiamo dall’analisi del tuo profilo per fornirti un report dettagliato con spunti e consigli per ottimizzare la tua comunicazione su Instagram in modo pratico e sostenibile. Ma non è tutto: hai a disposizione anche una videochiamata per confrontarti con noi e farci le tue domande. Poi c’è il follow-up a un mese di distanza per capire come sta andando.
Se preferisci, possiamo parlarne in una call gratuita di 30 minuti: scegli il giorno e l’orario che ti torna meglio. Per noi sarà un piacere conoscerti e capire come poterti essere di supporto. Intanto grazie per aver letto fin qui e alla prossima,
Martha e Paola